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Visione

Possiamo delineare la nostra visione con alcune parole chiave.

Accoglienza

L'essere accoglienti implica saper ascoltare le storie delle bambine e dei bambini e delle loro famiglie di provenienza, storie iniziate molto prima dell'accesso alla scuola e già molto ricche di significati, di apprendimenti, di sguardi e di stili. Obiettivo della scuola è costruire una comunità sicura, accogliente, cooperativa e stimolante, in cui la valorizzazione di ciascuno diviene il punto di partenza per ottimizzare i risultati di tutti, diffondendo valori inclusivi condivisi.

Fuori

L'obiettivo di stare fuori, di vivere i cambiamenti che la natura ci offre, è quello di dare inizio ad una nuova avventura che possa consentire ai bambini di abbracciare sé stessi e gli altri attraverso la conoscenza di un mondo ricco di variabili. L'esperienza in natura consente di sollecitare tutti i sensi di un bambino (e di un adulto), permette di percepire suoni, odori, di vedere il mutamento e la ricchezza dei colori, di osservare liberamente piccoli particolari che si muovono (nell'aria e in terra) o di godere di eventi imprevisti (la foglia che cade, la neve che si scioglie, ...), permette ai bambini di imparare a correre dei rischi, ad affrontare e superare le paure, ad inventarsi situazioni ed esperienze avventurose, permette loro di sperimentare idee.

Identità

Si costruisce nella dialettica tra uguaglianza e alterità. Il soggetto si auto-definisce attraverso processi di identificazione con "l'altro": si rifà alle figure rispetto alle quali si sente uguale e con le quali condivide alcuni caratteri. L'identità personale è sempre modulata dalle molteplici appartenenze dell'individuo. L'identità, anche per i bambini, si sostanzia di segmenti d'appartenenze che si aggiungono, tutte importanti, e che vanno perciò rispettate. I bambini hanno il piacere di ritrovarsi nell'altro, di identificarsi in un'entità collettiva, in un "Noi".

Scoperta

Un bambino curioso è un bambino entusiasta di apprendere da protagonista attivo, senza lasciar nulla al caso, desideroso di ricercare risposte alle sue domande, capace di stimolare e stimolarsi con nuove domande. Compito della scuola è supportare e sollecitare le domande, porsi in una situazione "eternamente interrogativa" della realtà, capace di condividere l'esperienza educativa e di apprendimento tra tutti gli attori che abitano il contesto scolastico.

Autonomia

Un bambino apprende attraverso i sensi e il movimento, nei suoi primi anni di vita è in grado di costruire e affinare competenze fondamentali per condurre in modo indipendente una vita adulta. Per favorire nel bambino l'esercizio delle autonomie vengono proposte occasioni di attività che rispondano al suo interesse e al grado del suo sviluppo psicomotorio. L'autonomia si sviluppa solo dentro le relazioni e i contesti. Assumiamo quindi il concetto di "Autonomia dipendente" proposto da Edgar Morin, che si fonda sulla relazionalità piuttosto che sull'affermazione della propria autosufficienza e comporta la necessaria consapevolezza delle proprie dipendenze dal contesto e dagli altri. In questa dimensione le autonomie e le dipendenze si sviluppano in modo necessariamente complementare e sono destinate a moltiplicarsi in virtù del progressivo aumentare della complessità dei contesti in cui si vive.

Linguaggi

Gli spazi di apprendimento, i potenziali di sviluppo, le modalità di esplorazione e conoscenza del mondo, le possibilità di interfacciarsi con gli adulti e i coetanei sono frutto di diversi linguaggi. Come dice Malaguzzi il bambino è dotato di cento linguaggi, che sono plurimi accessi alla realtà e al mondo: per questa ragione gli deve essere permesso di attivare contemporaneamente più modalità espressive, esercitando contestualmente le mani, il pensiero e le emozioni. Per questo i diversi progetti attingono ai vari linguaggi del bambino (verbale, musicale, spaziale, corporeo…) e l'azione educativa fa sì che i bambini entrino in contatto con più materiali e più punti di vista, osservando, manipolando e sperimentando.

Sviluppi

La nostra azione, osservazione e riflessione educativa parte presuppone i caratteri multipli di ciascuno, delle sue sfere o livelli (individuale, del bambino, del contesto socio-economico e culturale), dei suoi tempi, delle aspettative dei contesti, delle attese, degli imprevisti che caratterizzano il cammino di ciascuno.

Cura

Prender-si cura dei corpi, delle storie e dei sogni di ciascuno. Il concetto di cura richiama (e si sviluppa attorno a) l'interesse attivo per qualcosa e qualcuno, con attenzione e impegno. Nella scuola si traduce in un atteggiamento Dentro il prender-si cura delle bambine e dei bambini sta anche il consentire loro di rischiare, di confrontarsi con la dimensione dell'incertezza e dell'imprevedibilità delle esperienze, di mettersi alla prova, di vivere situazioni capaci di sollecitare curiosità, domande e di mettere in gioco mente e corpo. In questo modo si favorisce l'acquisizione di un'immagine realistica di sé e delle proprie potenzialità.

Esperienze

I bambini imparano attraverso l'esperire situazioni pensate con cura e attenzione. "Rimane la necessità, il dovere, di comunicare loro non solo il piacere della vita, ma la passione della vita; di educarli non solo a dire la verità ma ad avere la passione della verità, eccetera. Vederli felici non ci può bastare. Dobbiamo vederli appassionati a ciò che fanno, a ciò che dicono, a ciò che vedono. Quando è, dunque, il momento di renderli non solo testimoni attenti (a questo ci pensano loro, anche se si fingono distratti) ma partecipi delle cose di questo mondo? E in che modo, partecipi? Con quali atteggiamenti di fondo? Dico che oggi più di prima, oggi più che mai, i nostri figli hanno bisogno di esperienze che destino in loro quella che ho chiamato la "passione"; esperienze, non discorsetti, perché le parole non possono sostituire l'esperienza. I ragazzi hanno bisogno di quelle che una volta si chiamavano "le cose più grandi di loro". Hanno bisogno di prender parte a cose vere" (Gianni Rodari).

Relazione

Non c'è apprendimento al di fuori della relazione; ci può essere informazione, acquisizione di dati, accrescimento di conoscenze, ma non c'è apprendimento inteso come acquisizione di strumenti per gestire le informazioni. La relazione è intesa come confronto tra sé e la realtà, tra sé, l'altro e l'ambiente. L'attenzione si sposta, quindi, "dalla semplice acquisizione di conoscenze alla ricollocazione delle stesse in un processo che ha come obiettivo non solo il conoscere, ma la sua costruzione, organizzazione e ri-significazione." (Fornasa, Medeghini, 2003)

Gioco

È uno strumento attraverso il quale il bambino esprime la propria identità e sviluppa le proprie conoscenze, anche le più complesse. Il gioco, inteso nel suo senso più ampio e profondo, occupa un posto di rilievo nella vita della nostra scuola. Il gioco per i bambini è un'attività molto seria e può essere paragonato all'attività di un adulto appassionato per quel che sta facendo, un'attività in cui ha la sensazione di poter esprimere la propria personalità. La scuola mira a fare appassionare i bambini alla vita scolastica. Per farlo, utilizza e valorizza al massimo la dimensione ludica, accoglie lo sviluppo infantile in tutti i suoi aspetti, motorio, percettivo, emotivo, cognitivo, comunicativo, sociale, linguistico e morale. Nelle scelte didattiche l'attenzione è posta sull'intreccio fra gli apprendimenti e la vita concreta, tra le motivazioni e gli interessi del bambino, "qui ed ora". Il bambino ha l'opportunità di vivere a scuola una vita sociale ricca di stimoli, esperienze e occasioni per mettersi alla prova e per assumere responsabilità verso sé stesso e verso gli altri che solo una scuola intesa come comunità operante e cooperante può realmente offrire.

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